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IL LAPIDARIO Nel 1998, nel corso di un intervento di restauro nell'ambito della basilica paleocristiana, fu rinvenuta (riutilizzata capovolta come soglia) una lastra marmorea pertinente alla fronte di un sarcofago con clipeo centrale sorretto da eroti. Nel clipeo è incisa l'iscrizione funeraria di dedica in ricordo di un bambino, il piccolo Artemisio: Artemi/sio alum/no lib(erto)/ q(ui) v(ixit) an(nis) X d(iebus) XII, b(ene)m(erenti)/heroico f(ilio) I caratteri stilistici (in particolare la tipologia degli eroti),tecnici (l'uso del trapano) paleografici, consentono di datare il reperto nell'ambito del III sec.d.C. Il bambino Artemisio, liberto figlio probabilmente di schiavi,visse quindi i brevi anni della sua vita nella villa romana di Casale di Madonna del Piano, nel periodo di maggior splendore della residenza di piena età imperiale. Il suo nome, le scarne notizie della sua esistenza, rendono vivi gli ambienti vuoti pur nel lusso dei marmi, a distanza di vicende anche drammatiche e di secoli di oblio, della villa imperiale. Il bambino Artemisio è diventato, dopo la sua scoperta, la piccola guida della sezione didattica del museo. A lui, di cui il caso ci ha restituito il nome, ed agli altri bambini di alcuni secoli dopo, sepolti nella necropoli altomedievale di VI-VII sec.d.C., alcuni ancora non nati, e dei quali la scienza ci fornisce solo aridi dati di antropologia fisica, vogliamo dedicare il nuovo museo archeologico. |
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Il lapidario è ospitato nel corridoio di accesso al museo. Sono esposti alcuni reperti marmorei provenienti dalla Villa romana di Casale di Madonna del Piano. Particolarmente significativa la fronte del sarcofago, frammentaria, di Artemisio, ed un frammento di lastra con iscrizione, probabilmente anch'essa funeraria, di Trebio....tribuno militare |
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La presenza di iscrizioni pertinenti a monumenti sepolcrali documenta l'esistenza di un'area funeraria relativa alla villa di età imperiale, non ancora individuata, ma sicuramente spoliata in periodo tardo antico per recuperare il materiale lapideo, come testimonia un'altra iscrizione frammentaria riutilizzata come lastra ad arco nella fase altomedievale dell'edificio di culto paleocristiano. |
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Fonte: Museo Civico Archeologico |
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