SALA 6- LA NECROPOLI DI VI-VII SEC. d.C.

 

Il mondo di cui è espressione la comunità che abita sul sito secoli prima occupato dalla villa, è una commistione tra romani, goti, longobardi, come testimonia la necropoli con sepolture plurime databile al VI-VII sec. d.C., nei cui corredi si esprimono le caratteristiche e le tradizioni dei tre popoli.

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Nel 476 d.C., con la deposizione di Romolo Augustolo ad opera di Odoacre re degli Eruli, ha fine l'Impero Romano di Occidente. Nel 493 il re ostrogoto Teodorico, Patricius romano, sconfigge ed uccide Odoacre, dando avvio alla dominazione gota in Italia, che durò indisturbata fino al 535 d.C. I Goti foederati dell'Impero non stravolsero l'impianto romano originario, ed amministrarono l'Italia nel rispetto della sistemazione territoriale precedente. La popolazione gota era tuttavia una minoranza e gli insediamenti, determinati da motivi strategici contro possibili minacce di Bisanzio che tendeva alla riunificazione dell'impero, sono essenzialmente di carattere militare e concentrati al nord e nelle regioni adriatiche.

Gli insediamenti di più lunga durata, ma molto meno conosciuti, sono quelli rurali, di Goti considerati "vicini et consortes" (vicini e compagni) dei Romani.

Gli insediamenti sfruttano precedenti edifici romani, che vengono parzialmente occupati, mentre le strutture abbandonate sono sistematicamente spogliate, le macerie livellate, e poi rinterrate per ottenere aree agricole e spazi per la stabulazione di animali domestici.

L'economia di questi insediamenti è diretta all'autoconsumo, con regimi di pura sussistenza.

Il regno Ostrogoto in Italia termina nel 553 d.C. con la morte del re Teia nella battaglia del Mons Lactarius presso Salerno al termine di una lunga guerra voluta da Bisanzio (il Bellum Gothicum) che preparò così le condizioni per l'invasione dei Longobardi.

Due giorni dopo la Pasqua del 568 d.C. Alboino partì con le sue genti alla volta dell'Italia, in cui dilagò poco dopo dalle valli del Natisone.

Il complesso periodo storico che seguì vide l'Italia divisa tra Ducati Longobardi e Province Bizantine dai confini approssimativi: a Nord la Longobardia Maior; al centro ed all'estremo Sud i domini bizantini dell'Esarcato di Ravenna; la Longobardia Minor (Ducato di Benevento) nelle Marche, Abruzzo, Sannio e poi in Campania.

I caratteri della fase altomedievale di Madonna del Piano con i corredi tombali e le suppellettili della chiesa sono la testimonianza delle vite parallele di domatori "barbari" e dominati autoctoni in un insediamento rurale ove i due popoli erano "vicini et consortes", conservando però ben distinte anche se coesistenti le peculiarità e le differenze di cultura e di tradizione.

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Sono esposti in questa sala i corredi della Tomba 1 (vetrina 12) e della Tomba 2 (vetrina 13).

I corredi sono simili, formati da ollette, brocchette trilobate, fibbie, orecchini.

Nella tomba 1 si nota una borraccia o eulogia, del tipo portato dai pellegrini, un calice in vetro, un pettine in osso.

Nella tomba 2 (vetrina centrale) tra le brocchette trilobate si distinguono quelle con linee ondulate incise sulle spalle, e tra le ollette quelle con tracce di esposizione al fuoco, segno che gli oggetti di corredo erano scelti tra quelli che avevano accompagnato il defunto durante le quotidiane attività della vita. Si notano inoltre una brocchetta ed una ampollina in vetro con corpo sferoide, orecchini in argento, orecchini in oro con granulazione perlinata.

 

Fonte: Museo Civico Archeologico