SALA 8- IL MONETIERE

Sezione numismatica

Le monete rinvenute nei siti archeologici del territorio e nell'insediamento di Casale di Madonna del Piano costituiscono una piccola sezione numismatica, interessante soprattutto per il periodo tardo-imperiale, dalla tetrarchia al VI secolo d.C.

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Nella fase finale dell'impero la produzione monetaria, a causa di persistenti fenomeni inflazionistici, si fa numericamente sempre più consistente con grande impegno di tutte le zecche.

La gravità della situazione aveva già spinto Aureliano, nel 274 d.C., a tentare una riforma del sistema aumentando il peso dell'unica moneta stabile, l'aureo (6,54 g), senza toccare l'antoniniano, nominale ridotto ad un dischetto di rame bagnato in argento.

Diodceziano fu costretto, venti anni dopo, ad un nuovo intervento che ignorò di fatto le monete in metallo vile condannandole ad un continuo progressivo degrado ed interessandosi solamente dell'aureo (stabilizzato a 5,45 g). L'antoniniano venne sostituito dal follis, una moneta di bronzo rivestita, e fu anche prodotto il denarius argenteus (3,41 g) equivalente al vecchio denario neroniano.

Questi interventi non ottennero mai i risultati sperati e nulla fu ottenuto con l'imposizione autoritaria dei prezzi, che Diocleziano tentò con il suo Edictum de pretiis. I risultati reali furono la tesaurizzazione degli aurei e degli "argentei" e una forte ascesa dei prezzi, mentre tutti gli altri nominali, compreso il follis, continuarono la loro corsa verso la svalutazione.

Nel 324 d.C. Costantino si limitò a rinforzare la sola moneta aurea, il solidus (4,54 g), pur mantenendo la moneta d'argento, che ora si chiama siliqua, pari all'argenteus dioclezianeo.

La produzione in quantità enormi di altri nominali (pecunia maiorina, centennionalis-nummus) in bronzo, nel corso del IV e V secolo. non servì nè a sanare ma neanche ad evitare un peggioramento generale del quadro monetario.

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Di questo periodo è anche un tesoretto, dal territorio, conservato nel Medagliere del Museo Nazionale Romano.

Nella vetrina 16 sono esposte le monete di età repubblicana della zecca di Roma, provenienti da Colle della Pece; la moneta di età adrianea dal praedium di Colle della Selvotta; le monete dalla tetrarchia al VI sec. d.C. dall'edificio di culto di Casale di Madonna del Piano.

 

Fonte: Museo Civico Archeologico