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IL MEDIOEVO |
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La prima menzione di Castro in documenti storici, appartenuto alla provincia papale di Campagna in prossimità del Regno napoletano, e tale da affermarne non solo la presenza fisica ma l'esistenza giuridica, si ha nella bolla con cui Gregorio VII, nel 1081, ne conferma la giurisdizione al vescovo di Veroli. In analoghi documenti del secolo XII, la presenza di una comunità ormai assestata territorialmente e con un abitato stabilmente definito viene evidenziata con l'enumerazione delle chiese castresi. In tal senso è di particolare rilievo la "bolla confirmatoria" di Onorio II, che nel 1125 elenca ben sette chiese: Castrum cum ecclesia S. Petri et S. Olivae et S. Andreae et S. Stephanae et S. Benedicti et monasterio S. Angeli de Meruleta et S. Nicolai et omnibus aliis. La Cronaca di Fossanova conosciuta anche come "Annales Ceccanenses" cita nuovamente Castro nell'anno 1151, informandoci che durante il passaggio a Castro: Eugenius Papa ivit Castrum et dicavit ibi ecclesiam Sanctae Crucis, oggi identificata nella chiesa di S.Tammaro. Forse proprio durante questa permanenza, cuncto fere populo Castrenses astante, il pontefice elargisce all'abbazia di Casamari un vasto complesso fondiario, sito nelle pertinenze di Montenero. Il 22 Ottobre dello stesso anno, allorquando Eugenio III consacra la chiesa di Casamari, le donazioni del pontefice al monastero comprendono: mulini in territorio castrese, i pascoli e le selve di Montenero, i terreni circostanti le mura di Montenero e tanta terra quantum duo aratra sufficiunt laborare, nonché le chiese di S.Benedetto e dì S.Angelo di Meruleta, con le proprietà fondiarie connesse.
Negli anni
immediatamente seguenti, il castello di Montenero, oggi ancora di
difficile collocazione, rimane abbandonato, la popolazione e il
territorio sono assorbiti da Castro. Durante il pontificato di Urbano III (1185-1187), il miles Lanterio, nipote del papa, detiene in sua potestate le castellanie di Castro e Lariano; poi, alla morte del pontefice, il ballivus affida le due rocche a Giordano, abate di Fossanova, che le conserva reggendole fino all'elezione di Clemente III.
Con l'avvento
al papato di Innocenzo III (1198-1216) si assiste ad una vigorosa opera
di riorganizzazione del dominio territoriale. Lo status di castellania è
pienamente confermato dall'inclusione della rocca di Castro fra le
munitiones che Innocenzo III mantiene ad manus suas, per mezzo di
fidatissimi castellani. La cronaca ci informa, nuovamente, che nell'anno
1208 lo stesso Innocenzo III onorò con la sua visita la Chiesa di Santa
Croce, durante il viaggio che da Fossanova lo conduceva a San Germano,
sostando a celebrare il Divino Sacrificio.
Nella seconda
metà del secolo XIII, spesso i pontefici conferiscono la castellania
castrese a personaggi di rilievo dell'amministrazione papale. Infatti,
il 13 aprile 1264, assistiamo al passaggio di consegne fra Nicola Conti
di Anagni e il cardinale Giordano Pironti, entrambi ex rettori della
provincia. Successivamente, il 3 febbraio 1284, Martino IV solleva dall'incarico il custode del tempo, Pietro de Palumbaria, e conferisce la castellania al rettore di Campagna e Marittima, Andrea Spiliati.
Sembra
evidente che queste nomine prestigiose riflettano le rinnovate tensioni
che investono i confini meridionali dello Stato della Chiesa, e la
continua ricerca di fedeltà in amministratori di provata sudditanza
servo soprattutto a garantire la continuità certa e stabile del
possesso. Del 1355, sotto Innocenzo VI, è invece la designazione del castellano Vitto de Rogneta. Dal testamento di Giacomo di Ceccano, stilato il 24 aprile 1363, in risarcimento di danni arrecati dal testatore, la somme di sessanta fiorini è devoluta hominìbus de Castro in communitate.
Per Castro,
questa è la più antica notizia dell'esistenza di una organizzazione
civica. Di essa non ci è dato conoscere il grado di sviluppo, ma è
credibile che anche sotto il diretto controllo dell'amministrazione
papale ci sia una pur effettiva autonomia municipale. A tale riguardo,
pare significativo il fatto che, nel 1366, Castro non partecipi alla
generale sollevazione dei comuni di Campagna contro il rettore
provinciale.
Il 15 giugno
1371, Gregorio XI assegna la castellania al romano Pietro Nicolai.
Fonte: ACM |