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CASTRO DEI VOLSCI
Un
altro episodio luttuoso ha colpito la comunità di Castro dei Volsci,
decretando la morte di tre giovani castresi rei soltanto di far da capri
espiatori alla barbarie della legge sulla rappresaglia, messa in atto
dalle truppe tedesche di occupazione.
Per necessità di
sussistenza, il comando tedesco ordina, già da qualche tempo, di attuare
razzie di paglia e fieno, di generi alimentari e quant' altro; in questa
occasione il bersaglio della razzia è la contrada Camarrone.
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La
popolazione già in allarme, per analoghi episodi accaduti in precedenza
in altre contrade, li accoglie a colpi di fucile, ferendone due: un
maresciallo leggermente e un soldato più gravemente.
Contro il giusto risentimento popolare il comando tedesco risponde
ordinando la cattura di ottanta civili sfollati in questa località che
vengono tradotti, dopo essere stati tatuati sulla fronte con inchiostro
grasso, e battuti con calci e pugni, nei pressi del convento dei Padri
Carmelitani di Ceprano. Dopo un sommario interrogatorio, solo
quattordici sono trattenuti e trasferiti ad Arce dove privi di ogni
cibo, l'indomani subiscono un altro lunghissimo interrogatorio e quindi
trasferiti in maniera definitiva nei penitenziario di Paliano. In questo
penitenziario essi vengono nuovamente interrogati, e poi percossi ed
insultati. I pasti consistono sempre in brodaglia, torsi di broccoli e
bucce di patate una volta al giorno, ed aumenta ancor di più le
sofferenze dei prigionieri, che avranno come compagno di cella a dar
loro conforto Don Silvio Bergonzi, Parroco di S. Pietro in Poti,
detenuto a sua volta..
Gli
eroi, detenuti, che appartengono alla nostra comunità sono:
ANDREOZZI ALFREDO fu "Reto" nato il 27 marzo 1913.
CECCARELLI GIOVANNI di Luciano nato il 2 marzo 1915.
RICCI GIOVANNI fu Giovanni nato, il 11
febbraio 1918.
Tutti e tre saranno fucilati dagli aguzzini nazisti il 29 Aprile 1944
nel cortile del carcere di Paliano.
Dette
notizie verranno successivamente fornite dal fratello del Ricci,
Giovanni, il quale, in occasione del bombardamento di Paliano e
dell'arrivo degli Alleati riuscirà ad evadere dal penitenziario e a far
ritorno, incolume, a Castro.
Di
quei nobili caduti, ci restano a testimonianza del loro martirio, le
lettere che scrissero, un attimo prima di essere fucilati, ai loro
familiari.
Fonte: ACM |