30 GENNAIO 1944

CASTRO DEI VOLSCI

Un altro episodio luttuoso ha colpito la comunità di Castro dei Volsci, decretando la morte di tre giovani castresi rei soltanto di far da capri espiatori alla barbarie della legge sulla rappresaglia, messa in atto dalle truppe tedesche di occupazione.
Per necessità di sussistenza, il comando tedesco ordina, già da qualche tempo, di attuare razzie di paglia e fieno, di generi alimentari e quant' altro; in questa occasione il bersaglio della razzia è la contrada Camarrone.

La popolazione già in allarme, per analoghi episodi accaduti in precedenza in altre contrade, li accoglie a colpi di fucile, ferendone due: un maresciallo leggermente e un soldato più gravemente.
Contro il giusto risentimento popolare il comando tedesco risponde ordinando la cattura di ottanta civili sfollati in questa località che vengono tradotti, dopo essere stati tatuati sulla fronte con inchiostro grasso, e battuti con calci e pugni, nei pressi del convento dei Padri Carmelitani di Ceprano. Dopo un sommario interrogatorio, solo quattordici sono trattenuti e trasferiti ad Arce dove privi di ogni cibo, l'indomani subiscono un altro lunghissimo interrogatorio e quindi trasferiti in maniera definitiva nei penitenziario di Paliano. In questo penitenziario essi vengono nuovamente interrogati, e poi percossi ed insultati. I pasti consistono sempre in brodaglia, torsi di broccoli e bucce di patate una volta al giorno, ed aumenta ancor di più le sofferenze dei prigionieri, che avranno come compagno di cella a dar loro conforto Don Silvio Bergonzi, Parroco di S. Pietro in Poti, detenuto a sua volta..
Gli eroi, detenuti, che appartengono alla nostra comunità sono:
ANDREOZZI ALFREDO fu "Reto" nato il 27 marzo 1913.
CECCARELLI GIOVANNI di Luciano nato il 2 marzo 1915.

RICCI GIOVANNI fu Giovanni nato, il 11 febbraio 1918.
Tutti e tre saranno fucilati dagli aguzzini nazisti il 29 Aprile 1944 nel cortile del carcere di Paliano.
Dette notizie verranno successivamente fornite dal fratello del Ricci, Giovanni, il quale, in occasione del bombardamento di Paliano e dell'arrivo degli Alleati riuscirà ad evadere dal penitenziario e a far ritorno, incolume, a Castro.
Di quei nobili caduti, ci restano a testimonianza del loro martirio, le lettere che scrissero, un attimo prima di essere fucilati, ai loro familiari.

 

Fonte: ACM