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Nell'abside
una traccia di muratura semicircolare (f) potrebbe forse indicare
il sito della cattedra, mentre il manufatto quadrangolare antistante
pavimentato in tegole potrebbe essere interpretato come il luogo
dell'altare (g).
Nell'ambiente
26, adiacente a tale edificio sulla sinistra è ricavato un vano
con vasca centrale quadrata nelle linee esterne, quasi ottagonale
all'interno (h), che potrebbe essere identificato con il
battistero.
Si potrebbe
supporre che gli altri vani limitrofi e la parte del preesistente
cortile non trasformata in edificio di culto fossero destinati ai riti
di preparazione dei catecumeni prima del battesimo e della cresima.
I dati
relativi alla comunità che si riuniva in questo edificio vengono
dall'analisi antropologica effettuata sui resti ossei rinvenuti nella
necropoli che nel VI-VII sec. d.C. si impianta nelle strutture orientali
della pars rustica della villa (C).
La vita nel
sito però continua ancora. Nel VII-VIII sec. d.C. infatti cominciano i
lavori di abbellimento dell'edificio di culto, interrotti da un evento
drammatico: uno strato di tegole bruciate con legni carbonizzati ancora
attaccati sono infatti la testimonianza di un incendio, che ha colto
l'edificio o parte di esso nel pieno dei lavori, documentati da
materiali lapidei di decorazione di cui alcuni
ancora in corso di lavorazione, abbandonati alla rinfusa nell'edificio.
Forse fu
questo evento drammatico, a noi ancora sconosciuto, a determinare il
definitivo abbandono del sito.
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