LA FINE DEL LATIFONDO ED IL PASSAGGIO ALL'ALTO MEDIOEVO

 

Probabilmente alla fine del IV-inizio V sec. d.C. il sito vede la sua definitiva trasformazione che segna - nel piccolo cosmo di queste colline terrazzate verso il fiume Sacco - la fine del mondo romano e l'inizio di una società nuova.

Il cortile 23 sembra assumere i connotati di un edificio di culto orientato ad Est, absidato (a), diviso in tre navate da una serie di pilastri (quelli del porticato preesistente) alternati a colonne, con due ambienti a destra (b) ed a sinistra (e) dell'abside (d), ed un accenno di delimitazione del presbiterio (e)

La fine del latifondo ed il passaggio all'Alto Medioevo

 

Nell'abside una traccia di muratura semicircolare (f) potrebbe forse indicare il sito della cattedra, mentre il manufatto quadrangolare antistante pavimentato in tegole potrebbe essere interpretato come il luogo dell'altare (g).

Nell'ambiente 26, adiacente a tale edificio sulla sinistra è ricavato un vano con vasca centrale quadrata nelle linee esterne, quasi ottagonale all'interno (h), che potrebbe essere identificato con il battistero.

Si potrebbe supporre che gli altri vani limitrofi e la parte del preesistente cortile non trasformata in edificio di culto fossero destinati ai riti di preparazione dei catecumeni prima del battesimo e della cresima.

I dati relativi alla comunità che si riuniva in questo edificio vengono dall'analisi antropologica effettuata sui resti ossei rinvenuti nella necropoli che nel VI-VII sec. d.C. si impianta nelle strutture orientali della pars rustica della villa (C).

La vita nel sito però continua ancora. Nel VII-VIII sec. d.C. infatti cominciano i lavori di abbellimento dell'edificio di culto, interrotti da un evento drammatico: uno strato di tegole bruciate con legni carbonizzati ancora attaccati sono infatti la testimonianza di un incendio, che ha colto l'edificio o parte di esso nel pieno dei lavori, documentati da materiali lapidei di decorazione di cui alcuni ancora in corso di lavorazione, abbandonati alla rinfusa nell'edificio.

Forse fu questo evento drammatico, a noi ancora sconosciuto, a determinare il definitivo abbandono del sito.

 

Fonte:Archeologia Medievale del Lazio, "L'insediamento di Castro dei Volsci".