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Il CENTRO STORICO....E DINTORNI É l'alba e la nebbia ricopre la valle del fiume Sacco. Al di sopra della coltre bianca, in continua evoluzione, Castro dei Volsci appare incastonato sulla collina come gemma rara su un prezioso monile; raggiunto dai primi raggi di sole riverbera scintillanti frammenti di uno splendido e remoto passato. Primitive comunità di agricoltori, stanziatesi lungo l'argine destro del fiume, in età neolitica, hanno lasciato i loro utensili di pietra levigata. Popolazioni italiche giunte nel VII secolo a.C. hanno eretto sontuosi templi e stivato numerosi oggetti sacri; qui si stabilirono i Volsci, presto assimilati dai Romani. La precoce espansione di queste genti, all'inizio delle guerre sannitiche (343 a.C.),ha lasciato profonde tracce: grossi blocchi di bianco calcare, assemblati insieme a formare possenti mura, incidono ancor oggi i dolci clivi di Monte Nero. Un eloquente palinsesto che documenta ben nove secoli di storia, dalla tarda età repubblicana all'Alto Medioevo, è l'area archeologica del Casale, in località Madonna del Piano. Le indagini archeologiche hanno riportato alla luce le strutture di una villa romana risalente al I secolo a.C., nuclei di una villa imperiale e sovrapposizioni con edifici di culto paleocristiano, oltre a una necropoli del VI-VII sec. d.C. Della villa di età imperiale restano gli splendidi mosaici pavimentali, a motivi floreali, di grande bellezza e notevole valore artistico. Le fasi evolutive del grande complesso archeologico si possono ripercorrere nel locale Museo Civico Archeologico, dove sono custoditi la maggior parte dei reperti rinvenuti: il percorso museale, articolato in sei sezioni, illustra la storia dell'insediamento e del territorio, avvalendosi di efficaci supporti didattici. L'importanza e la peculiarità del sito del Casale e del Museo archeologico costituiscono soltanto un'infinitesima parte dell'immenso patrimonio culturale che fanno di Castro dei Volsci una città d'arte e di cultura. Continuando il percorso storico è d'obbligo ricordare la comunità benedettina che edificò il monastero di San Nicola (542-552 d.C). Maestranze legate ai canoni bizantini affrescarono in seguito (XII sec.) le pareti, con episodi tratti dalla vita del santo. All'anno 1000 circa, quando i pericoli dei saccheggi e le devastazioni resero difficile la permanenza nei fondovalle, risalgono il trasferimento della comunità del Casale e la fortificazione dell'altura che oggi ospita Castro dei Volsci. Il circuito della primitiva cinta muraria è leggibile nell'andamento anulare della moderna "via Civita"; entro queste mura fu eretta la chiesa madre di Cristo, intitolata a S. Oliva. Quattro sono le porte di accesso al centro abitato: la Porta della Valle, la Porta di Ferro e la Porta dell'Ulivo, permettono l'accesso a un circuito più esterno, la porta dell'Orologio consente invece di entrare nella seconda cerchia muraria più interna. Chiunque s'addentra nel borgo medievale valicando "Porta della Valle", viene investito da un'atmosfera magica e rarefatta: tra viuzze strette e tortuose, lastricate in cotto e fiancheggiate da casette un nuda pietra, con archi, botteghe medievali e portali brugnati, si aprono acuti varchi che conducono ai resti della Rocca di S. Pietro, appartenuta ai Colonna. Qui,i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale, mirabilmente immortalati nel film di Vittorio De Sica "La Ciociara", sono ricordati nel "Monumento alla Mamma Ciociara". A Castro dei Volsci, inoltre, tra le mura di nudo sasso, il 22 marzo 1921 nacque Nino Manfredi, attore tra i più noti e importanti della cinematografia italiana.
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