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CANTI |
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Nel
Lazio il repertorio cantato ha sempre suscitato grande interesse
sia per il valore poetico dei testi verbali sia per la varietà
delle sue forme, tanto monodiche quanto polivocali. In forma
monodica, per voce sola, si esprimono la maggior parte dei
cosiddetti repertori domestici, vale a dire repertori femminili,
eseguiti all'interno della casa o sulla soglia della porta. Tra
questi, la ninna nanna si presenta tipicamente in forma
strofica, articolata su una piccola cellula melodica che viene
iterata per tutta l'esecuzione, mentre il ritmo è dato dal
movimento impresso dalla madre alla culla o dalle braccia che
tengono il bambino. Il testo verbale viene modellato su motivi
stereotipi aventi funzione rassicuratoria: i santi, la Madonna e
altri elementi di significato magico-religioso vengono evocati a
protezione del piccolo. Tema prevalente è quello della
personificazione del sonno. Tra le forme vocali più arcaiche sono da annoverare i canti di lavoro, largamente praticati, in passato, in tutta la regione e legati alle attività dei vari gruppi sociali. Nei canti di lavoro sono da distinguere quelli che hanno lo stesso ritmo del lavoro (euritmici) e quelli che vengono semplicemente eseguiti durante il lavoro. Fra i canti di lavoro, una collocazione a parte spetta a quel repertorio tipico, anche se non esclusivo, degli ambienti urbani, costituito dalle grida, o voci, dei venditori ambulanti. Veri e propri messaggi pubblicitari, veicolati in forme recitate-cantate e cantate, !e grida hanno condizionato, fino agli anni Trenta e Quaranta, il paesaggio sonoro dei centri urbani. Per quel che attiene i due grandi filoni del canto popolare italiano, quello lirico e quello narrativo, nel Lazio si riscontra decisamente una netta prevalenza del primo. Il repertorio narrativo della regione appare poco caratterizzato e più che altro importato dall' Italia settentrionale. Il repertorio lirico, invece, occupa gran parte della musica vocale del Lazio e consiste soprattutto nello stornello e nel cosiddetto canto "a poeta" (strambotto, ottava). Include forme monodiche, a voce sola o a voci alterne, e forme polivocali. Lo stornello laziale, caratterizzato da vari stili di canto in prevalenza ornati e melismatici. Lo stornello è caratterizzato dall'estemporaneità e dall'improvvisazione. Il canto " fiore" in particolare costituisce una formula improvvisata di apertura che favorisce la composizione dei due versi successivi. Anche il canto a poeta, strutturato in strambotti o in ottave di endecasillabi a rima alterna, è estemporaneo: un contenitore su cui si possono modellare vari temi, legati alla vita dei ceti popolari. Esso può anche essere satirico e spesso è il pastore a essere preso in giro per l'apparente limitatezza del suo microcosmo:
Fonte: ACM |