CHIESA DI MADONNA DEL PIANO

Cenni storici sulla chiesa e sulla devozione alla Vergine SS.ma del Piano

 

Era l'anno 1100. Per le contrade d'Italia e di Europa si era spenta da poco l'eco paurosa della prossima fine del mondo, ed allo spirito di castigatezza e di penitenza era succeduto, specialmente fra alcuni ceti di cittadini, la sfrenata febbre del godimento. Invano, il Pontefice Pasquale II richiamava dalla cattedra di S. Pietro i popoli sul retto sentiero.

Purtroppo anche nelle nostre contrade l'idra della lussuria imperversava fra tutte le classi.

Esisteva anzi, a qualche giorno di cammino da questa nostra terra di Castro, e precisamente nella terra di Ausonia, un lago, dice la tradizione ( probabilmente un acquitrino) che la cecità diabolica di nascondere una colpa aveva trasformato in un novello taigeto. Ivi le inumane peccatrici, si macchiavano di uno dei più ripugnanti delitti; quello di soffocare nel limo il frutto delle loro colpe. E in questo luogo infame la Vergine SS volle portare la sua redenzione; in questo luogo maledetto la Madre di tutti volle dare un segno della diletta e materna predilezione.

Il 23 Aprile 1100 custodiva il suo gregge in quei pressi una fanciulla di nome Remingarda, pastorella deforme nel corpo, ma bella e candida nell'anima. Quando improvvisamente, come lucente stella che attraversa il cielo, lasciando dietro di sè una scia luminosa, la Vergine SS.ma le appare in aria assai mesta e sconsolata. La giovinetta abbagliata dall'eccessivo splendore e rapita dalla maestà della Regina del Cielo, cadde a terra priva dei sensi. L'Angusta Regina la toccò con una mano, e, chiamandola per nome, la ridestò. Poi si involò subito alla sua vista.

Remingarda, riavutasi, girò gli occhi intorno per godere della visione della bellissima signora; ma qual non fu il suo dolore quando non vide più nulla dell'apparizione. Non avrebbe quasi voluto credere ai suoi occhi; ma sembrandogli cattiva cosa dubitare di un fatto che pure era stato la causa della sua guarigione, si gettò in ginocchio e con nuovo fervore pregò la Vergine SS.ma che per tranquillizzarla si degnasse di riapparirle. La sua preghiera venne tosto esaudita. La Vergine ricomparve e "Remingarda, le disse, corri subito in patria: dì al popolo della tua terra che io sono qui venuta per patrocinare la loro causa presso il trono di Dio che è assai sdegnato per la loro vita traviata. Cessino essi dal più oltraggiare il figlio mio ed in prova del loro ravvenimento innalzino in questo sito, in onor mio, un tempio come lo troveranno disegnato e nel quale potranno esperimentare l'efficacia del mio patrocinio".

La fanciulla, rassicurata che la sua parola sarebbe ascoltata, va a portare la lieta novella ai Sacerdoti che, attoniti, ascoltano il racconto dell'umile pastorella. Quello che più li convince però e li rassicura della verità è la guarigione della ragazza, la quale essi conoscevano storpia e deforme. Il giorno dopo, con grande solennità, il Vescovo ed i Sacerdoti accorrono sul luogo del miracolo e anche a loro la Vergine SS.ma si svela. Non più dubbio quindi, non più incertezza: il racconto della pastorella è una realtà ed è necessario di tradurre subito in atto la volontà della celeste Regina.

Intanto i cittadini di Castro dei Volsci recatisi come di consueto nella rustica Cappella del Piano, si avvidero con stupore e sorpresa della sparizione del simulacro della Madonna. Inconsapevoli si diedero a ricercarlo con affanno ovunque e perfino nei paesi vicini. Chi poteva aver rubato il loro bel simulacro? e dove poteva esser nascosto? Con questi interrogativi insolubili alcuni giunsero fin presso Ausonia. E furono essi i fortunati che ritrovarono nella Chiesa sorta da poco l'Immagine Benedetta.

Non si pensò più a ricercare l'autore del furto. La Sacra Immagine venne ripresa e con grande venerazione riportata processionalmente nella Cappellina del Piano. Forse pensarono che essa potesse ancora essere involata e forse decisero pure di guardarla di notte e custodirla....senonchè al mattino la sorpresa fu molto più grande: la Madonnina non sorrideva più nella sua nicchia; era di nuovo sparita.

Quella buona gente, quei nostri padri antichi tornarono allora presso l'acquitrino di Ausonia; e quale fu la loro meraviglia nel ritrovarla nella stessa Chiesa ed allo stesso posto di prima.

Stupefatti ma non avviliti, essi ripresero il Venerato peso e con processione solenne e canti s'incamminarono ancora verso Castro.

Dopo una giornata di cammino entrarono nel territorio castrese. Ma giunti ad un paio di chilometri circa dalla Cappella, e precisamente nel punto detto Colle Nuovo, dove ora sorge una nicchia ricordo, improvvisamente il cielo si coprì di nuvoloni ed una pioggia violenta temporalesca si scatenò. Quella buona gente si tolse i mantelli e coprì come meglio potè l'immagine benedetta. Ed ecco che la pioggia cessa, i portatori si avvicinarono per scoprirla e riprendere il cammino, ma ahimè! tolti i mantelli che l'avviluppavano, non fu più rinvenuto il simulacro della Madonna. Anzichè proseguire ripresero allora la via di Ausonia e lo ritrovarono al solito posto. Convinti allora della volontà divina non tentarono più di riportarlo a Castro.

Per tali avvenimenti soprannaturali gli abitanti di Castro e di Ausonia usarono chiamarsi, da allora in poi, fratelli, perchè veramente affratellati da comune predilezione celeste.

Anzi le due comunità di Castro e di Ausonia stabilirono che ogni anno il popolo castrese con alla testa le autorità tutte, con il Gonfalone del Comune di sarebbe recato in pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Piano in Ausonia, che ivi si sarebbero recati ad incontrarlo le autorità ed il popolo di Ausonia, con i loro vessilli e che a simbolo della loro fratellanza vi fosse nel luogo dell'incontro lo scambio delle insegne e dell'abbraccio fraterno.

Non si può passare sotto silenzio la maniera con la quale la Vergine SS.ma indicò il luogo preciso, le dimensioni e la forma dell'erigendo tempio.

Ella aveva ordinato a Remingarda tale erezione. Ma di quale forma e di quali dimensioni sarebbe stato accetto al suo cuore? Mentre si discuteva ecco avvenire un fatto singolarissimo: un esercito innumerevole ed incomponibile di formiche andò disponendosi in forma rettangolare intorno ad un vasto spazio. Inutilmente si tentò di iniziare, per ragioni di praticità forse, l'escavazione delle fondamenta altrove. Ciò che veniva fatto a sera si trovava disfatto al mattino seguente; cosicchè alla fine si dovette sospendere ogni lavoro e seguire il tracciato indicato dal volere divino.

Tutta questa è la storia secondo la tradizione.

Dopo la traslazione dell'immagine della Madonna da Castro in Ausonia, si pensò subito a portare al posto di quella una nuova immagine (si crede che sia la statua tuttora esistente) nella Chiesa di Madonna del Piano.

 

Immagine gentilmente concessa Pro Loco Castro dei Volsci

 

Fonte: Supplemento al Bollettino parr. liturgico, Agosto 1935

Per gentile concessione Adriano Solli